MILANO SOSTENIBILE

Qualità dell’aria, Piano Area Clima, mobilità sostenibile, metropolitana, piste ciclabili, efficientamento energetico

Le idee di Beppe Sala, Milano Sostenibile

LA CITTà IN 15 MINUTI

Quartieri, negozi, servizi,
economia, spazio pubblico,
qualità della vita.

Le idee di Beppe Sala, la città in 15 minuti

DIGITALIZZAZIONE

Smart city, smart working,
telemedicina, connettività,
ecosistema digitale.

Le idee di Beppe Sala, digitalizzazione

EDILIZIA POPOLARE

Casa, fondi,
recovery fund,
edilizia, diritti.

Le idee di Beppe Sala, edilizia popolare

LAVORO

Lavoro, sviluppo, progresso,
crescita, commercianti,
operatori dello spettacolo.

Le idee di Beppe Sala, lavoro

L’impegno nell’affrontare il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico della nostra città sono una realtà da tempo. Negli anni, sono state avviate alcune importanti iniziative verdi, come Area C; l’istituzione di Area B – vasta ZTL (o Low Emissions Zone) che copre pressoché l’intero territorio comunale, cui non possono accedere i veicoli più inquinanti; il prolungamento delle linee della metropolitana, nuove linee metro e tranvie; il rinnovamento della flotta bus Atm – full electric entro il 2030; incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici (auto, scooter, bici, monopattini); servizi di sharing di auto, bici e scooter; incentivi per la sostituzione delle caldaie ed efficientamento energetico degli edifici; raccolta differenziata già oltre il 60%.

La ciclabilità e la mobilità verde sono fondamentali nel percorso di transizione verso la sostenibilità che Milano sta percorrendo.

A maggio 2020, abbiamo avviato una riorganizzazione dei tempi e dei servizi della città, con l’obiettivo di proseguire l’azione di contenimento del contagio attraverso soluzioni di mobilità dolce e sostenibile. 

MILANO SOSTENIBILE

Con questa visione, per contenere il numero di auto in circolazione e il conseguente aumento dell’inquinamento atmosferico, abbiamo incentivato l’uso di biciclette (normali o a pedalata assistita) e scooter elettrici, sia privati sia in sharing, ma anche di monopattini elettrici.

Le nuove piste ciclabili – che saranno mantenute – sono percorsi leggeri, senza cordoli, di facile realizzazione perché sono identificate da strisce tracciate sulla strada. La maggior parte si trova tra il marciapiede e le auto parcheggiate lungo le strade o sui viali secondari.

Vogliamo attuare a pieno il Piano Aria Clima che, tra le principali azioni, prevede oltre alla realizzazione del 55% di chilometri in più rispetto a oggi di metropolitana e metrotranvie entro il 2030 (ovvero passare dagli attuali 127 chilometri a 195 chilometri) e al potenziamento della ciclabilità, anche il raggiungimento del 75% di raccolta differenziata nel 2028 (oggi siamo al 62%), l’efficientamento energetico per gli edifici di edilizia scolastica e per quelli di edilizia popolare comunale – per questi ultimi con abbattimento al 50% dei consumi di combustibile – e un piano di manutenzione per ridurre le spese degli inquilini; realizzazione di tetti verdi; incentivi equi per fasce di popolazione fragile economicamente per la sostituzione delle caldaie e la coibentazione degli edifici privati.

La pandemia ha messo in luce la vitalità dei quartieri milanesi e la dimensione strategica dei servizi di prossimità. In passato, molti hanno parlato di una città policentrica, facendola diventare un mito, ma senza mai renderla reale. Ora ci sono le condizioni perché ciò avvenga.

La “città in 15 minuti” è un concetto che Milano come molte città internazionali sta sviluppando. Puntando su questo modello urbanistico, in cui i servizi essenziali sono raggiungibili a piedi o in bicicletta percorrendo un tragitto di un quarto d’ora. In questo modo, Milano decide di sostenere l’economia dei quartieri, ma anche la loro vitalità e socialità.

Vogliamo garantire che i servizi essenziali – scuola, farmacia, supermercato, uffici pubblici, impianti sportivi, verde – siano nel raggio di 15 minuti a piedi o in bicicletta per tutti i residenti del quartiere, offrendo un’alternativa alla mobilità in auto e prevenendo un aumento dei viaggi in auto e relative emissioni e inquinamento atmosferico. In questo piano, la mobilità cittadina dovrà concentrarsi maggiormente sull’uso ciclabile e pedonale delle strade. Ma bisognerà pensare anche a una nuova organizzazione dei servizi di base.

LA CITTÀ IN 15 MINUTI


Essere una città policentrica per Milano non significa che non sarà possibile andare a Piazza Duomo, o a Porta Nuova o ai Navigli. Semmai significa permettere ai cittadini di vivere di più e meglio il proprio quartiere, permettendo loro di spostarsi con i mezzi pubblici più facilmente per raggiungere il centro città o altri luoghi di interesse.

Questo modello di città ha a che fare con il recupero dello spazio pubblico e la revisione delle nostre abitudini collettive per creare insieme una vita cittadina più sostenibile e più sana. A Milano questa idea risuona particolarmente perché ci siamo concentrati sul rafforzamento dei quartieri come asset fondamentale per la città su cui investire, al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Sostenibilità e digitalizzazione sono due aspetti che vanno di pari passo nella trasformazione di Milano.

Una città è smart quando riesce a creare, anche grazie alle tecnologie, le condizioni per una integrazione tra servizi che facilitano e migliorano la vita dei cittadini, quando crea cioè un ecosistema digitale in cui ogni nuovo elemento riesce a entrare in diretta connessione con gli altri e con il cittadino, in modo semplice ed efficace.

La Smart City quindi è il modello a cui si ambisce: una città interconnessa, digitale e green in ogni sua espressione e modalità di sviluppo e fruizione, che permette ai cittadini di gestire meglio il loro tempo.

Possiamo dire che Milano sta facendo molto per realizzare questo modello di città.

In questi mesi, smart working e didattica a distanza sono diventate non solo parole di uso comune ma pratiche quotidiane. Ecco, per realizzarle e spingerle al massimo delle loro potenzialità occorre investire nelle infrastrutture digitali e attivarsi per dotare di buone connessioni il territorio cittadino e cercare di portare materialmente dispositivi (Pc, tablet, smartphone) nelle abitazioni, nelle scuole e nelle famiglie degli studenti, quando mancano le disponibilità.

DIGITALIZZAZIONE


Ma la Smart City non riguarda solo le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Vogliamo lavorare anche per reti di trasporto urbano più intelligenti, per un approvvigionamento idrico potenziato, per strutture di smaltimento dei rifiuti e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici.

Avere un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, vivere in spazi pubblici più sicuri e soddisfare le esigenze di una popolazione che invecchia sono altri obiettivi. Quello della Smart City è modello di sviluppo nel quale c’è collaborazione tra società civile, privati ed amministrazione per stimolare soluzioni innovative e partecipare alla governance della città.

Oggi circa 150mila milanesi, una parte significativa della popolazione residente, abita in una casa popolare. Si tratta di case vecchie, costruite negli anni ’30 o negli anni ’60/’70, che necessitano di interventi infrastrutturali di ammodernamento sotto il profilo architettonico ed energetico. La rigenerazione degli edifici di edilizia popolare – attraverso ad esempio la costruzione di ascensori o la loro sistemazione, la creazione di cortili, l’eliminazione di amianto – è fondamentale per garantire a tutti i cittadini una migliore qualità di vita.

Per realizzare questo progetto occorrono fondi e investimenti. Noi contiamo di poter destinare parte dei fondi del Recovery Fund – che speriamo possano essere gestiti direttamente dalle città – proprio a questo.

EDILIZIA POPOLARE


Il lavoro è la cifra distintiva della nostra città. Oggi, la crisi aperta dalla pandemia sta mettendo a dura prova l’assetto economico e sociale di Milano.

Sostenere la ripartenza, vuol dire sia dare aiuto ai commercianti, ai negozianti, ai ristoratori, a chi lavora nell’ambito della cultura e degli eventi, ma vuol dire anche investire nei nuovi settori del vivere (ad esempio trasporti, energia, reti digitali, costruzioni ecologiche).

Milano è chiamata a creare e incentivare la creazione di nuove tipologie di lavoro e a farlo in modo sostenibile.

Da Milano deve anche partire la spinta a una regolamentazione delle nuove modalità di lavoro: lo smartworking deve trovare una regolamentazione chiara e definita, non deve essere un mero homeworking che penalizza alcune categorie di lavoratori (principalmente le donne).

LAVORO